7 November 2008
L’altra Europa
Posted by Carletko under: News .
Di solito ad Agosto sono da qualche parte in giro per il Mondo, facilmente in Europa, anche se non sempre. Ho così scoperto solo ieri, per puro caso, che il giornalista triestino Paolo Rumiz, ogni estate, tiene una sorta di diario di viaggio su La Repubblica. Il suo ultimo viaggio l’ha fatto dai ghiacci di Kirkenes, al confine nordico tra Norvegia, Finlandia e Russia, fino alla calda Istanbul. Un viaggio in verticale lungo il confine orientale della UE.
Il racconto di Rumiz lo si può trovare sul sito di Repubblica, o più semplicemente QUI, già pronto in pdf. Ho visto che di solito poi esce in libreria, presumo in una versione più “grassa” rispetto alle brevi puntate apparse sul quotidiano. In attesa di scoprire se ne uscirà una versione più completa, l’ho scaricato ed in un paio d’ore ne ho divorato più di metà.

Non è la prima volta che leggo Rumiz, che ritengo un bravo giornalista, oltre che un signor viaggiatore, anche se a volte è un po’ pedante e con le sue non troppo malcelate simpatie (per russi ed ebrei in particolare). Da buon giornalista, inoltre, scrive in modo diretto, semplice e i suoi appunti si lasciano leggere molto volentieri. La cosa più bella è come viva il viaggio, qualcosa di molto lontano dal turista tradizionale, ma del resto lui ha la fortuna di farlo “per lavoro”, il che lo pone su ben altra prospettiva rispetto al classico viaggiatore backpacker come potrei essere io.
Ho visitato alcuni dei posti lungo il cammino di Rumiz, altri invece mi mancano ancora, ma sono senza dubbio attratto da questa parte di Europa, l’altra Europa, spesso molto lontana dal nostro mondo a cui siamo abituati. Un’Europa che sta comunque sparendo, a ritmi piuttosto elevati. La globalizzazione sta arrivando anche lì, dalla Karelia ai Carpazi al Mar Nero. Chi non è entrato nella UE vive ancora sotto regimi più o meno totalitari (Russia, Bielorussia) o sotto democrazie ancora molto lontane dalla perfezione (Moldova, Ucraina). Conflitti etnici, grossi interessi in ballo, estrema povertà ed estrema ricchezza, la zona cuscinetto tra UE e grande Russia, ove c’è, è ancora un grosso calderone nell’incertezza post-sovietica.
E’ interessante viaggiare con Rumiz lungo questi confini, incontrare persone semplici, spesso povere, sempre ospitali e generose. Lontane anni luce dal politburo che ancora (o di nuovo) tiene le redini del potere in Russia, come negli altri piccoli nuovi Paesi. Eppure questa gente semplice, di una volta, è ormai anziana e sulla via dell’estinzione. Le nuove generazioni, già dalla dubbia affidabilità qui in occidente, sembrano anche peggio nelle grandi pianure dell’est. Il dio-denaro ha sconfitto il dio-comunismo ed il Dio con la D maiuscola sembra presente più per ripicca dopo anni di ateismo di stato o per farsi belli ai tantissimi matrimoni che si celebrano nelle chiese ortodosse ogni fine settimana.
Si dice che girare a piedi e coi mezzi pubblici in giro per la Russia sia pericoloso. Non so, non ci sono mai stato, sono stato in Bielorussia ed Ucraina e non mi sono mai sentito in pericolo una sola volta. Però i “new-russian” non mi piacciono, per nulla e stanno diventando sempre più l’esempio da seguire. Io purtroppo la vedo male per l’altra Europa, meglio andarci subito, per cogliere quell’atmosfera, quell’ospitalità d’altri tempi, quella semplicità che Rumiz ha avuto ancora la fortuna di trovare. E per il resto, in bocca al lupo, altri europei!