4 November 2008

L’asilo nido sul Sabotino

Posted by Carletko under: Italia; News; Slovenija .

Oggi è il 4 Novembre che per me, nato negli anni ‘70 e battezzato Carlo, ha sempre significato una sola cosa: il mio onomastico. Ma per la storia italiana questa data ha senza dubbio altre valenze che nulla hanno da spartire col santo (e inquisitore) Borromeo. Oggi ricorrono 90 anni dalla “Vittoria“, l’unica della storia italiana, nella Prima Guerra Mondiale. Proprio pochi giorni fa era apparsa la notizia del decesso dell’ultimo reduce dalla Grande Guerra, come viene spesso chiamata. Quindi ad oggi, a 90 anni di distanza non c’è più nessuno su questa terra che abbia combattuto quel tragico ed assurdo (come tutte le guerre) conflitto.

Ciò nonostante c’è chi lo ricorda, ed è anche giusto e comprensibile onorare i propri caduti. Credo spetti essenzialmente alle istituzioni, oggi sicuramente il Presidente Napolitano dirà qualcosa in merito. Ma non ci si ferma lì. Nell’estremo lembo a nord-est d’Italia sembra che ci sia ancora una nutrita parte di italiani che non solo non dimentica, ma cerca a tutti i costi di stuzzicare “il nemico“.

Da ieri sera, in un tripudio di miccette e fuochi d’artificio, è stato riacceso il fascio (mai parola fu più azzeccata) di luci tricolori biancorossoverde che illuminano il monte Sabotino, o Sabotin come è chiamato sulle cartine slovene, Paese di cui fa largamente parte, che domina Gorizia e Nova Gorica. Non c’è più da qualche anno la scritta “NAŠ TITO” e nemmeno la più europeista “SLO”, ora però, dopo che regione, provincia, comune e prefettura sono tutte nelle mani del centro destra (non senza polemiche, specie per quanto riguarda l’allontanamento del prefetto Roberto De Lorenzo che molto bene stava operando), casualmente vediamo ricomparire il nostro amato tricolore.

La stupidità umana non ha limiti, diceva spesso una mia professoressa d’arte al liceo, ma qui siamo a livelli da scuola media, anzi asilo nido. Nel 2008, con Italia e Slovenia entrambe nell’Unione Europea, nell’area Schengen e con la moneta unica siamo ancora a farci i dispetti. E a rinfacciarci accuse per fatti accaduti più di 90 anni fa, quando peraltro la Slovenia nemmeno esisteva, politicamente. Perché non mettiamo da parte tricolori, fasci, Tito, stelle e non piantiamo 3 belle bandiere, italiana, slovena ed europea, che uniscano e ci ricordino che il monte Sabotin altro non è che una montagna nel cuore dell’Europa, quella mitteleuropa che sembrava più compiuta ai tempi di Francesco Giuseppe che non oggi. Mettiamo da parte stupidi nazionalismi ed estremismi dalle tendenze xenofobe, siamo in Europa, prima di tutto.

Carlo I, l’ultimo imperatore asburgico, recentemente beatificato da Papa Giovanni Paolo II, ringraziò pubblicamente Dio nel capodanno del 1918/19, dopo la sconfitta definitiva del suo impero, motivando così: “[...] l’importante è che i popoli abbiano ritrovato la pace [...]“. Mi tocca quotare un imperatore, non l’avrei mai detto, speriamo che dopo 90 anni le sue parole possano trovare pieno compimento.

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