3 November 2008

Black power? Speriamo!

Posted by Carletko under: News; United States of America .

Ieri sera, o pomeriggio per chi stava in Brasile, per la disperazione del popolo ferrarista, il britannico Lewis Hamilton si è laureato campione del mondo di Formula 1, a due soli anni dal suo esordio nella massima categoria automobilistica. Non solo è il più giovane campione del mondo, spodestando lo spagnolo Alonso, ma è anche il primo campione del mondo di colore. Primato che a livello sportivo non esiste, ma che può contare molto a livello sociale. Certo Lewis è un ragazzo fortunato, non un povero nero di qualche ghetto americano, ma resta comunque un simbolo, come lo è il golfista Tiger Woods che prima di lui ha trionfato in uno sport da sempre esclusivamente bianco.


Domani si gioca, però, un gran premio decisamente più importante. E anche in questo caso le speranze di buona parte del Mondo e, forse, della maggioranza degli americani si rivolgono verso un uomo dalla pelle scura, Barak Obama. Lui potrebbe essere il primo presidente nero nella storia degli Stati Uniti d’America. Giovane, intelligente, simpatico, democratico e nero, gli ingredienti per un netto cambio di rotta dopo la doppia, tragica, amministrazione di George W. Bush ci sono tutti.

Il suo avvesario repubblicano, John McCain, non è certo uno sprovveduto e di sicuro è un uomo tutto d’un pezzo, un reduce del Vietnam, una persona intelligente, rispettabile e di grande esperienza. Paga, dalla sua, un’età piuttosto avanzata (anche se noi italiani non facciamo molto caso a questo aspetto, a quanto pare…) ed un partito che ha perso molta credibilità (non che da parte mia ne avesse poi molta nemmeno prima). In più si è scelto una candidata come vice-presidente che è a dir poco impresentabile, seppur giovane e donna.

Inutile dire che le mie speranze vadano tutte in una vittoria, possibilmente netta, di Obama. E credo sarebbe un segnale molto buono per tutto il Mondo. La politica estera di Bush è stata disastrosa e lo vediamo quasi quotidianamente. Gli USA devono cambiare rotta e migliorare la loro “reputazione”, innanzi tutto, sia in Europa quanto soprattutto in Medio Oriente. Obama può essere un interlocutore valido.

In attesa del Papa nero, accontentiamoci per oggi di un campione di Formula 1 nero e, assai più importante, ci si augura tra pochi giorni un presidente degli USA nero, o più semplicemente capace. Forza Barak, è il tuo momento, portaci buone nuove!

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