15 October 2008

Ciao, grande filosofo Livio

Posted by Carletko under: News .

Non c’è niente da fare, è un’annata maledetta, o forse è semplicemente il corso della vita che in quest’ultimo periodo ha portato via da questo mondo, nella speranza di uno migliore, diverse persone a me care. Ieri ero a Venezia per un colloquio di lavoro ed al ritorno a casa, nella mia Genova, mia mamma mi ha accolto con una brutta notizia. Era appena mancato Livio Piana, un parente non vicinissimo, ma, oltre che una splendida persona, un uomo fondamentale in un periodo della mia adolescenza, quello del liceo. Se ora sono qui a scrivere in un italiano, spero, decente, lo devo a lui.

Il passaggio dalla scuola media al liceo scientifico provoca sempre dei disagi. A parte i primi 4 di latino, che erano prevedibili, quel che più mi creava grattacapi era l’italiano, il fatidico tema. I pensierini delle medie non sembravano essere più sufficienti per l’esigente professore liceale e così le insufficienze si sprecavano, finché mia mamma non decise di mandarmi a ripetizione da questo parente che conoscevo appena, Livio, che abitava nello stesso palazzo di mia nonna, a 5 minuti da casa mia.

Entrare nella sua casa era come entrare in un museo, o meglio in una biblioteca. Il suo studio era stracolmo di libri, non solo nelle altissime librerie, ma anche sulla scrivania, sulle sedie, per terra… traboccava cultura da ogni angolo. Livio era una persona d’altri tempi, dai modi estremamente educati e garbati, ma allo stesso tempo estremamente alla mano, moderno. Amava le lettere, l’arte, la filosofia ma anche il calcio, il suo Genoa che lo faceva sempre soffrire, ma che non abbandonava mai.

Come si fa ad andare a ripetizione per migliorare nei temi di italiano? Lui semplicemente me li dettava e io scrivevo. Sembrava apparentemente un modo di sfruttare la sua cultura per prendere dei bei voti nei compiti a casa. Altre volte mi dettava appunti sui possibili argomenti dei compiti in classe, che poi stava a me nascondere da qualche parte per poi copiare o per lo meno rielaborare di nascosto. In questo modo, però, non mi sono limitato a copiare, ma ho cominciato ad assimilare, ad imparare nuove parole, nuove espressioni, nuovi modi di scrivere e pian piano non ho più avuto bisogno delle sue imbeccate, ero in grado di scrivere da solo, anzi ero felice di scrivere, anche per conto mio, non solo durante i compiti in classe. E la mia media si alzava, le insufficienze sparivano del tutto ed alla maturità finirò per scrivere uno dei migliori temi dell’istituto.

Ma Livio non mi ha insegnato solo a scrivere e ad amare quest’arte. Mi ha anche tolto parecchie castagne dal fuoco con la filosofia, a partire dal terzo anno di liceo. Il suo libro, il mitico “Da Talete al Relativismo“, scritto assieme ad Alfredo Dolci, ha aiutato me come tanti altri liceali. Un libro semplice, chiaro, che senza tante parole spiegava la filosofia. Praticamente l’opposto dell’istituzionale Abbagnano, enorme, pesantissimo (in tutti i sensi!) e difficile, per quanto sicuramente più completo. Grazie a Livio sono passato dal 4 all’8 nel giro di un quadrimestre e sono riuscito, non solo a capire, ma ad apprezzare Kant e gli altri filosofi che l’hanno seguito.

Certo la passione per la filosofia non è mai riuscito a farmela venire, mentre ancora oggi sono qui a scrivere, non più sul protocollo del liceo, ma su un blog, che all’epoca era una parola sconosciuta. E continuo ad amare l’italiano, che cerco di non far soffrire troppo, nei miei limiti! Livio è stato un grande professore, un grande amico, una splendida persona. Mi spiace molto non essere potuto andare a salutarlo di persona per l’ultima volta, lo faccio qui, su questa pagina, assieme all’ultimo grazie ad una figura fondamentale per la mia educazione e ad un uomo semplicemente buono e simpatico.

Ciao Livio, grande filosofo di vita, mi mancherai!

One Comment so far...

cristina Says:

25 October 2008 at 19:49.

leggere queste parole sul nonno ha commosso tutti…me ,la nonna goggo , i miei genitori, i miei fratelli, i miei zii e i miei cugini…
vedere quanto tutti lo amavano e stimavano nn ci rende meno tristi…ma ci fa apprezzare ancora di più di averlo avuto …come nonno, come marito, come padre, come suocero…
grazie…di cuore…
cri

Leave a Reply