8 October 2008
Addio, piccola grande Maria
Posted by Carletko under: Italia; News .
Non c’è niente da fare, è un periodo in cui vengono a mancare persone importanti che, in un modo o nell’altro, hanno fatto parte della mia vita. E quindi anche oggi mi tocca scrivere un ultimo saluto ad una donna che per Genova e i genovesi ha significato tanto.
A 85 anni è mancata Maria Manté. Non una persona famosa, un’attrice o cantante o soubrette. Ma una semplice casalinga che da oltre 50 anni sfamava le bocche dei genovesi nella sua semplice trattoria, in Vico Testadoro, ad un passo dal salotto buono di Via Roma, Via Garibaldi e Piazza de Ferrari. Il cuore di Genova.

Ci sono andato tante volte, prima e dopo, ma il mio ricordo di Maria risale soprattutto all’anno 2000. Quell’anno mi arrivò la fatidica “cartolina” che mi invitava a presentarmi al distretto militare di Carignano. Avevo scelto il servizio civile e per quei 10 mesi lavorai in Piazza Campetto, negli uffici provinciali dell’UISP. Tutti i mercoledì, quando si faceva orario continuato, la mia pausa pranzo la facevo quasi sempre in Vico Testadoro, da Maria. Una certezza. A volte da solo, altre volte con amici, ma era impossibile sentirsi soli tra le tovaglie a quadretti biancorossi, anche perché si era sempre a tavola con qualcuno.
All’epoca c’era ancora la scià Maria alla cassa, mentre al piano di sopra si alternavano improbabili, ma sempre gentili, camerieri mentre i cuochi di genovese avevano poco, ma il cibo non è mai mancato, né in quantità né in qualità, nella sua semplicità. Si spendevano 13.000 lire, che oggi sarebbero circa 6,50 euro, per primo, secondo con contorno e da bere. Maria non serviva il caffè. L’ultima volta costava 8 o 9 euro, non ricordo, anche lì si era sentito il caro-euro, ma restava sempre il ristorante più economico della città. E sicuramente il più sincero, ruspante, in una parola mitico!
Ho sempre consigliato, ai turisti che venivano a Genova, di fare un salto a pranzo da quelle parti. Per lo meno a quelli non schizzinosi, visto che l’igiene da Maria non era propriamente impeccabile. Era il posto migliore per scoprire la vera anima di Genova e mangiare un po’ di cibo tipico, che più tipico non si può. Il consiglio vale sempre, anche ora che Maria non c’è più (e già da tempo mancava al ristorante).
Una donna semplice, ma forte, d’altri tempi, che è finita su Le Monde ed il New York Times, ma non ma hai tradito sé stessa ed i suoi clienti, dal portuale all’avvocato, dal trans allo studente, dal professore alla massaia, tutti assieme nei larghi tavoli di Maria. Ci mancherà, la scià Maria e speriamo che la sua eredità venga proseguita con la stessa filosofia, in un trionfo di vera e genuina genovesità, di quella buona!
Un Camatti alla tua salute, piccola grande Maria!