10 September 2008

Ossezia si, Inguscezia no

Posted by Carletko under: Georgia (საქართველო); News; Russia .

Il Caucaso sembra essere sempre nei miei pensieri ultimamente, ma credo sia abbastanza normale, alla luce degli eventi e delle (scarse) notizie che arrivano da questa travagliata parte del Mondo. Leggo quotidianamente l’interessante sito Osservatorio Caucaso dove si possono reperire notizie fresche ed editoriali interessanti, oltre a traduzioni in italiano di articoli locali.

Non ho letto nulla, in questi giorni, sui giornali italiani per quanto riguarda l’Inguscezia. Questa piccola repubblica, all’interno della Federazione Russa, ha avuto la sua travagliata storia durante le guerre di Cecenia (la repubblica confinante ad est) e, come i ceceni, è stata “normalizzata” da sua maestà Putin.

Dal 2002 al potere c’è Murat Magometovich Zyazikov, nato in Kyrgyzstan, ex agente del KGB e quindi dell’FSB (il “nuovo” KGB russo), uomo di fiducia dell’ex presidente russo, eletto in “circostanze sospette” e da allora stabilmente al potere.

Mappa del Caucaso

Cosa mai ci farà pensare che le elezioni in Inguscezia non siano proprio democraticissime? L’affluenza alle urne è stata addirittura del 98,35%, un vero trionfo del sistema democratico, almeno sembrerebbe, superato solo dal 99,21% della vicina Cecenia. Ha stravinto il partito del premier, il “Partito del potere” di Putin, nemmeno da precisare. Purtroppo, però, ci si è messo di mezzo un blogger piuttosto speciale, tal Magomed Yevloyev, ovvero l’oppositore più convinto di Zyazikov.

Yevloyev, sul portale “Ingushetiya.ru“, ha lanciato un sondaggio dal titolo inequivocabile “io non ho votato” che ha presto raccolto più di 100,000 firme, ovvero circa l’80% della popolazione votante inguscia. Non possiamo sapere molto sull’attendibilità di questo sondaggio, però anche se solo la metà dei voti fossero corretti, sarebbe un risultato completamente opposto rispetto alle fonti ufficiali.

Ad alimentare questo sospetto c’è il fatto che Yevloyev è stato ucciso il 31 Agosto, apparentemente proprio dalle forze di sicurezza personali del presidente Zyazikov. Un terribile incidente secondo le fonti ufficiali: Yevloyev, arrestato all’aeroporto, avrebbe cercato di reagire una volta chiuso nel cellulare della Polizia e un colpo sarebbe partito colpendolo in testa. Fonti non ufficiali dicono invece che Zyazikov avesse avuto un acceso diverbio col presidente, casualmente incontrato a bordo dell’aereo che lo riportava a Nazran. Sceso dal velivolo il 36enne blogger avrebbe direttamente trovato la polizia ad arrestarlo.

Questa, a brevi linee, la storia della situazione in Inguscezia. In Cecenia la situazione è la stessa. Le due regioni separatiste sono state “normalizzate” da Putin, hanno un loro presidente amatissimo dal proprio popolo e tutti votano per lui. Almeno così dicono le notizie ufficiali, le uniche che possono liberamente circolare nella Federazione Russa.

Curioso vedere la differenza di trattamento, da parte del gigante russo, quando le regioni separatiste fanno parte del loro immenso territorio o quando invece fanno parte di altri stati sovrani. Abkhazia e Ossezia del Sud vengono riconosciute indipendenti, dopo che l’Armata Rossa si è permessa di invadere il territorio georgiano. Inguscezia e Cecenia vengono “normalizzate” e, a detta loro, sono tutti felici e contenti. Quando però sono i georgiani a voler “normalizzare” gli osseti del sud ecco che l’intervento russo appare “inevitabile” e in “difesa del popolo osseta vittima di genocidio”. Così almeno si sono pronunciati gli alti vertici sovietici, pardon, russi.

Lungi da me difendere i terroristi ceceni o ingusci, lungi da me difendere le pazzie del presidente georgiano Saakashvili, ma il vero pericolo per la stabilità del Caucaso e del mondo intero, siede al Cremlino. Credo lo pensasse anche Anna Stepanovna Politkovskaja, ma ora non può più dirlo. Europa svegliati.

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