14 May 2008

New York, New York

Posted by Carletko under: Trips; United States of America .

Citare il grande successo di Frank Sinatra può sembrare banale, ma del resto come altro potrei intitolare questa nuova pagina del blog in cui parlo della Grande Mela?

New York

La mia seconda volta a New York, un altro titolo che poteva essere adeguato, è finalmente arrivata, a 19 anni (scarsi) di distanza dalla prima. Inutile, banale, dire che in un lasso di tempo così grande le impressioni e la città stessa sono cambiati notevolmente. Diciannove anni fa c’erano le Torri Gemelle, c’era l’Unione Sovietica, il Muro doveva ancora cadere ed avevo dodici anni, un ragazzino. Oggi il panorama geopolitico è completamente diverso, non ci sono più i comunisti russi, ma c’è stato Bin Laden che ha lasciato un segno indelebile, nello skyline e nelle anime dei newyorkesi. Ma tutto questo non ha cambiato lo spirito della città, forse la più cosmopolita, iperattiva, contraddittoria del Mondo. Semplicemente unica, the Big Apple.

New York

Il dollaro è basso ma gli hotel sono sempre cari, così abbiamo optato per un ostello, privilegiando la location, nell’East Village, una zona piena di vita e ben collegata coi mezzi pubblici (che poi a NYC vuol dire metropolitana, perché il resto sono praticamente solo taxi… ma tantissimi!). Scelta tutto sommato azzeccata, la camera era piccola e il bagno (en-suite) minuscolo, ma dovendo solo dormirci, nemmeno troppe ore, andava più che bene. A farci compagnia (o più che altro a subire i nostri rumori e odori molesti nelle ore notturne) una bella ragazza inglese, sola in mezzo a 5 italiani… coraggiosa! :)

Sempre per quanto riguarda i consigli di viaggio, abbiamo usufruito del City Pass, un voucher che, a fronte di una spesa di 74$ (all’epoca del nostro viaggio erano 65$, se non erro), permette l’ingresso in 6 tra le attrazioni principali de NYC, evitando di fare la coda in biglietteria e risparmiando anche fino al 50%. Noi siamo andati sull’Empire State Building, al MoMa, al Metropolitan, al Guggenheim e sulla gita in battello. Personalmente sconsiglio, attualmente, la visita del Guggenheim in quanto in restauro e con la collezione permanente non visitabile, a parte una sola stanza. Fondamentali il MoMa ed il Met (meglio al mattino appena aprono) per chiunque sia minimamente interessato all’arte. Avrei voluto visitare anche qualche altro museo, ma il tempo è stato veramente tiranno.

New York

Tornando alle considerazioni su New York… è una città veramente incredibile. Pur essendo enorme, con una marea di abianti ed essendoci noi concentrati quasi esclusivamente su Manhattan, che enorme non è (ma lunga… tanto lunga!), ma è il cuore della città, è incredibile come la città resti vivibile. Certo tutti vanno di fretta, ma a parte l’intasamento turistico di Times Square o della 5th Ave, per il resto la città ha tanti scorci tranquillissimi. NYC ha anche un volto umano, non è la città supertecnologica che uno può immaginarsi pensando ai suoi grattacieli simbolo di modernità, per la verità i grattacieli stessi sono per lo più abbastanza attempati ormai, la metropolitana è efficiente ma vecchia, quasi del tutto priva di scale mobili, costa pochissimo e talvolta è un po’ sporchina e malandata, anche nel cuore di Wall Street. Molto diversa da Tokyo da questo punto di vista.

New York è Broadway con i suoi musical, sempre di più e la sua musica, di ogni genere, ma soprattutto jazz e blues: ovunque vai, la sera, trovi sempre un pub o club dove si suona dal vivo, e la qualità è sempre alta, il prezzo a volte non c’è nemmeno, basta una birra mentre ci si lascia incantare da qualche virtuoso della chitarra o del contrabbasso. New York è la sua carne: bistecche giganti, hamburger giganti, lontani anni luce dall’immaginario collettivo che pensa a McDonald’s; in America si mangia bene, anche benissimo e tanto.

New York

E infine New York sono i newyorkesi, i suoi abitanti. Spesso noi europei siamo un po’ diffidenti verso gli abitanti del nuovo mondo, anzi diciamo pure un pochetto snob, ci sentiamo superiori di fronte all’americano medio col cappellino da baseball o la canotta da basket. Forse, anzi sicuramente New York (e con lei le principali città) è un mondo a parte rispetto agli USA rurali; quel che è certo è che la gente, gli americani di Nuova York, sono impossibili da catalogare, tale è la multietnicità e la multiculturalità, ma allo stesso tempo è innegabile la loro educazione, cortesia, gentilezza, disponibilità. Effetto sicuramente della mancia nei locali commerciali, ma anche per strada la situazione non cambia di molto; in generale la gente sembra più sincera, spontanea, semplice rispetto all’Italia. E fa quel che vuole, si veste come vuole, si diverte come vuole. Sì, sto parlando dell’America, il Paese più globalizzato che ci sia, almeno così dicono..

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