14 April 2008
Una triste giornata…
Posted by Carletko under: News .
Questa sera penso proprio che andrò totalmente off-topic.
Niente resoconti di viaggi, niente paesi stranieri, questa sera: seduto da solo davanti al PC, nella mia Genova, sento il desiderio di sfogarmi un attimino sulle pagine del mio blog e l’argomento è facile da intuire, riguarda per una volta il mio Paese d’origine, l’Italia. Ieri ed oggi ci sono state le elezioni e, se non sbaglio i conti, per la 62a volta gli italiani sono stati chiamati alle urne, in 63 anni di Repubblica, un record difficilmente eguagliabile, certo non si può dire che da noi ci sia un regime.
L’Italia sta attraversando un brutto periodo che va avanti già da parecchi anni, anche se alcuni, tanti, sembrano accorgersene soltanto adesso. In compenso altrettanti, anzi ancor di più, probabilmente non se ne sono ancora accorti, o fanno finta di niente, illusi da quel benessere che sta pian piano (ma nemmeno tanto) scemando. Gli spogli sono ancora in corso, ma il risultato di queste elezioni politiche è evidente e si può riassumere nei seguenti punti:
- Silvio Berlusconi sarà per la 3a volta Presidente del Consiglio dei Ministri;
- la Lega Nord è il vero partito trionfatore di questo turno elettorale;
- entrambi gli estremi, destra e sinistra, sono fuori dal Parlamento;
- si stabilisce il nuovo record (negativo) nel numero di partiti rappresentati al Parlamento.
E quest’ultimo punto è senz’altro la nota più positiva della giornata: nel Paese dei 1000 partiti ci ritroveremo, con ogni probabilità, solo 5 partiti, due al Governo (PdL e Lega) e tre all’opposizione (PD, IdV, UDC). Anche la pesante sconfitta della sinistra “estrema” e la mancata, pericolosissima, crescita dell’estrema destra sono senza dubbio una notizia positiva. Il problema sono le altre due notizie. Eh si perché da questo punto di vista peggio non poteva andare.
Mi ritengo una persona tutto sommato coerente e che, soprattutto, sa prendersi le proprie responsabilità, quindi non nego il mio passato. All’epoca del liceo, quando Silvio Berlusconi si affacciò per la prima volta sulla scena politica italiana, ed io avevo poco più della metà degli anni che ho ora, nutrivo per nulla celate simpatie per la Lega Nord, anche all’epoca partito alleato del Cavaliere, e poi protagonista del celebre “ribaltone” che fece cadere il primo Governo Berlusconi. Non feci in tempo a votare per il partito dell’ideologo Miglio e del senatur, che subito il partito del carroccio si rivelò del tutto inaffidabile, facendo tramontare quella speranza di vedere qualcosa di nuovo, oltre la protesta contro i latrocini della casta romana. Sono passati tanti anni e la Lega si è dimostrata di pari livello, se non peggio (se non altro dal punto di vista culturale), rispetto agli altri “ladroni” di Roma. A 18 anni si è sempre più estremisti e la pessima amministrazione genovese e ligure perennemente in mano alla sinistra mi portarono ad avvicinarmi ad AN, il partito di Gianfranco Fini, uno dei pochi politici stimabili e promettenti, nonostante i trascorsi missini. In realtà non mi sono mai sentito di estrema destra, la mia collocazione è sempre stata una via di mezzo tra destra e sinistra, ovvero al centro, però a 18 anni è difficile sentirsi democristiani…
Sono addirittura uno dei pochi che ammette di aver votato per Berlusconi (pare che nessuno lo voti, ma è già la terza volta che vince…), quando andò al potere per la seconda volta. Per la verità, col passare degli anni, avevo preso coscienza di essere un po’ più democristiano, ed il mio voto era andato all’UdC di Casini e Follini, ma seppur indirettamente, diedi il mio contributo alla vittoria del Cavaliere più famoso d’Italia, che pure certo non mi piaceva né allora, né tanto meno oggi. Venendo ai giorni nostri, votai due anni fa per Prodi e ieri mattina per il PD di Walter Veltroni.
“Uolter” non è forse il leader che tutti aspettavamo, né il messia in grado di risollevare l’Italia, ruolo che ovviamente compete invece al Silvio nazionale. Ha un passato da apparatchik nel PCI, non è molto carismatico, un ex-comunista che ama gli Stati Uniti, il cinema (come me), ed è una persona pacata, intelligente, garbata che credo abbia ben governato in questi anni la Capitale e che si è proposto come una novità, per quanto sia in politica da tanti anni, rispetto a tutto ciò che rappresenta Berlusconi. Ha perso, purtroppo, con onore ed ammettendo la sconfitta, dimostrandosi ancora una volta di ben altra classe rispetto all’aversario, non che ne avessi il benché minimo dubbio. Yes, we can era diventato, citando Branduardi, “si può fare” e forse un po’ ci credevo, nonostante i sondaggi fossero chiari, ma la realtà si è dimostrata dura e negativa.
Il Popolo della Libertà avrà da domani una buona maggioranza che gli permetterà, assieme alla Lega, di governare il nostro Paese per i prossimi 5 anni. Una situazione privilegiata che raramente è capitata in passato. La maggioranza, netta, degli italiani ha voluto Silvio Berlusconi nuovamente a capo del Parlamento Italiano, è una cosa di cui bisogna prendere atto, ed accettarla, senza condizioni, anche se con un forte senso di amaro in bocca.
Cosa ho io in comune con questa maggioranza di italiani che vota PdL e Lega? E’ una domanda che ci si pone. Anch’io 14 anni fa avrei votato per una coalizione del genere. Ma, per l’appunto, sono passati 14 anni. Ed in questi 14 anni abbiamo avuto più volte occasione di conoscere questi personaggi che torneranno a governarci. Cosa vogliono veramente gli italiani dal Governo? Pagare meno tasse, questo è evidente, e a nessuno piace pagare le tasse, è una cosa umana. O forse non pagarle del tutto è ancora meglio, probabilmente da domani sarà più facile. Cos’altro vogliamo? “Arrivare a fine mese” è la frase più abusata di questi tempi, forse è questa la priorità per gli italiani. E come si arriva a fine mese? Un tempo si sarebbe detto, facendo sacrifici, oggi invece si mantiene uno stile di vita altamente spendaccione (nel paese UE col costo della vita più alto) e si fanno debiti. Meglio il Cayenne oggi che la zuppa a fine mese. Questo è il risultato di una società fortemente consumistica, quella auspicata, ed inculcata ad un popolo sempre più ignorante, dalle TV, 3 delle quali di Silvio Berlusconi.
In una società in cui gli ideali sono spariti, in cui il concetto di sacrificio è del tutto ignoto e dove l’apparire è infinitamente più importante, e premiato, rispetto all’essere, è inevitabile che, anche in politica, venga premiato chi di mestiere ha sempre fatto, con grande maestria, l’imbonitore. Quindi non sono affatto stupito del risultato di oggi. La buona educazione, la compostezza, la cultura, la pacatezza, sono tutte cose che oggi, in Italia, non pagano. Siamo il paese (questa volta minuscolo) dove la meritocrazia funziona in modo bislacco, premiando gente del livello di Corona, Mora, Briatore, dove il sogno di ogni ragazzo e ragazza è diventare tronista, calciatore o velina, pronti a tutto pur di apparire e di fare soldi facili. E’ normale, da ragazzini, essere immaturi, lo è già meno perseverare anche una volta cresciuti.
Spero ardentemente che le mie fosche previsioni siano smentite nei prossimi anni, con un lustro di buon governo che rilanci il nostro Paese gravemente malato e che riporti un po’ di ricchezza vera, non solo monetaria, nelle tasche degli italiani onesti, che forse ancora sono la maggioranza. Al di là delle antipatie personali (e giudiziarie), la cosa che più mi sta a cuore, per quanto non sia mai stato un fervente patriota, è il bene del Paese. Nel frattempo penso che sia forse giunto il momento di mandare qualche curricula in Francia e in Germania; l’Italia è un bel Paese… per le vacanze.