4 October 2007
València e Leipzig
Posted by Carletko under: Deutschland; España .
Cos’avranno mai in comune la caliente Valencia e l’operosa Lipsia? Beh, per la verità pochino, se non fosse che ho avuto la fortuna di visitare entrambe le città nel mese di Settembre, grazie alle belle offerte di Ryanair e TUIfly ed essendo già passato un po’ di tempo dal primo di questi due weekend, eccomi qui a parlare di entrambe le città in un unico post.

València è la terza città della Spagna, dopo Madrid e Barcelona, ed è passata alla ribalta della cronaca sportiva per aver ospitato l’ultima edizione dell’America’s Cup che ha visto ancora trionfare gli svizzeri di Alinghi. Ma non c’è solo la vela nella Comunidad Valenciana, c’è anche un circuito dove si corre il motomondiale e dall’anno prossimo si dovrebbe correre anche in Formula 1, su un tracciato cittadino. València è anche la città natale di Santiago Calatrava, celeberrimo architetto che le ha regalato la Ciutat de les arts i les ciències (Città delle arti e delle scienze), un incredibile e modernissimo progetto urbanistico che ha trasformato 350.000 metri quadrati un tempo facenti parte del letto del fiume Turia.

Insomma, una città che sta vivendo un momento felicissimo, che sta portando tanta ricchezza, turismo e nuove infrastrutture (tra cui un ottimo servizio di metropolitana ed un moderno aeroporto con copiosi voli low-cost). Incredibile il numero di turisti giovani, specialmente americani (oltre agli immancabili italiani e tedeschi), che si mischiano ai giovani del posto nelle lunghe e a volte folli nottate valenciane che cominciano tardi e finiscono in tarda mattinata. A Valencia non c’è solo architettura moderna, ma anche un bel centro storico, con tante viuzze irregolari, in parte ancora desiderose di restauro, in parte già perfettamente rimesse a nuovo.

Sì, ricorda un po’ la mia Genova, per quanto pianeggiante, ma purtroppo il paragone con la mia città natale è discretamente imbarazzante, a loro favore ovviamente. Valencia è una città pulita, ordinata (nonostante il carattere tipicamente latino), dove si è investito molto, grazie anche ai fondi europei, ed ora se ne traggono i benefici. A Valencia si ha il coraggio di costruire cose nuove, lontanissime stilisticamente dal vecchio centro storico, ma non per questo non interessanti o pregevoli. Valencia ha circa gli stessi abitanti di Genova e sia come location, sia come eredità storica non varrebbe la metà del capoluogo ligure, eppure lì tutto funziona, è ordinato ed organizzato. E i turisti sono ovunque, portando la ricchezza e quell’onda di gioventù che da noi è inesistente. Complimanti agli spagnoli, pardon, valenciani, e non solo per l’ottima paella!

Dopo il caldo umido iberico mi aspettavo di andare a prendere del freddo e della pioggia in quel Paese che un tempo si chiamava Repubblica Democratica Tedesca, o più semplicemente DDR, in quella Leipzig (Lipsia) che è stata la città simbolo della Wende, la rivoluzione pacifica che ha portato al crollo del regime socialista ed all’unificazione delle due Germanie. Invece in Sassonia ho trovato un tempo meraviglioso e decisamente mite, probabilmente la gita più fortunata di quest’anno dal punto di vista metereologico.

Lipsia, città di grandi musicisti: qui nacque Richard Wagner, mentre composero, suonarono e vissero a lungo gente del calibro di Johann Sebastian Bach e Felix Mendelssohn, non proprio gli ultimi arrivati. Qui ha sede l’Alma mater lipsiensis, la seconda università di Germania dopo quella di Heidelberg, fondata nel lontano 1409 e qui visse e lavorò anche un certo Johann Goethe… Insomma, nonostante 45 anni di socialismo reale, si continua a respirare cultura in abbondanza in questa città della Sassonia, spesso offuscata dai fasti della vicina Dresda, con cui ha condiviso copiosi bombardamenti alla fine della seconda guerra mondiale.

Certo Lipsia non può competere con Dresda in bellezza architettonica, la Firenze sull’Elba resta di un livello superiore, così come i suoi musei. Il centro di Lipsia è relativamente piccolo e non sono molti i vecchi edifici sopravvissuti all’ultimo conflitto. Rimane la Thomaskirche dove Bach suonò per tanti anni, ma non c’è più il suo organo, la Nikolaikirche, l’Altes ed in Neues Rathaus e non molto altro. Sono forse più gradevoli i quartieri fuori dal centro, in buona parte abitati dagli studenti che compongono buona parte della popolazione di Lipsia, dall’età media molto bassa. Enorme sforzo è stato fatto per restaurare e rilanciare questa città, la seconda dell’est dopo Berlino per numero di abitanti (nonostante il crollo della popolazione in seguito all’unificazione, che ha portato ad un grande quantitativo di appartamenti sfitti che ne fanno ora una delle città più economiche d’Europa) e i risultati sembrano vedersi, anche se la disoccupazione resta ancora alta.

L’efficienza teutonica comunque sta prevalendo, nonostante gli anni di DDR abbiano un po’ impigrito la popolazione; Leipzig ha la più grande rete tranviaria della Germania e ovviamente tutto funziona puntuale come un orologio svizzero. E’ in costruzione un passante ferroviario che fungerà anche da piccola metropolitana tagliando il centro della città passando sottoterra, l’aeroporto, condiviso con i vicini-rivali di Halle (che si trova nel land Sassonia-Anhalt), è moderno, efficiente e con un particolarissimo cavalcavia che permette agli aerei di passare sopra l’autostrada e ferrovia, non senza qualche brivido per gli automobilisti che si possono trovare un Boeing sopra la testa! Inutile dire che è perfettamente collegato tramite S-Bahn in soli 15 minuti dal centro.

A Lipsia c’è anche la stazione ferroviaria più grande d’Europa, ormai sovradimensionata per il traffico attuale e puntualmente riconvertita in grande centro commerciale, così oltre a viaggiare si può anche fare la spesa, di ogni genere. Da noi ancora si sta studiando come rimodernare le nostre decrepite stazioni. Leipzig è una città viva, giovane, in crescita. Non ai livelli di Valencia, si vede che qui la ricchezza che ha toccato le coste spagnole ancora non è arrivata, e la Germania è un Paese che paga senza prendere molto dalla UE. Ma i brutti tempi in cui i neonazisti prendevano forza sembrano essere superati, la popolazione di Lipsia vede finalmente il benessere e si gode gli affitti bassissimi, la birra a due euro e la tanta cultura che continua a non mancare mai in queste pianure dell’Europa centrale.

Due belle gite, due bei weekend, magari sempre troppo rapidi per farsi un’idea precisa delle città visitate, ma di sicuro sufficienti per godersi nuovi panorami, siano essi architettonici, paesaggistici o umani. Un grazie a Ryanair, TUIfly e agli amici di Hospitalityclub che mi hanno ospitato ed hanno passato il loro tempo con me a spasso per 2 piccole grandi città europee di cui sentiremo ancora parlare, senza dubbio. Genova svegliati, queste città sono delle stesse tue dimensioni, e tutto cresce a dismisura mentre noi rimaniamo sempre regolarmente immobili…