22 May 2007
In giro per la Bielorussia
Posted by Carletko under: Belarus (Беларусь); Trips .
Bielorussia non è solo Minsk, le sue belle ragazze e la sua atmosfera giovane e viva non molto lontana da quella delle capitali occidentali. Bielorussia è anche, e soprattutto, un paese grande quasi come il Regno Unito, scarsamente abitato, prevalentemente agricolo, dove ancora vige la rigida organizzazione socialista, fatta di Колхоз (fattorie collettive), dove la modernità sembra limitarsi alle antenne paraboliche che portano la TV, quando ancora manca spesso l’acqua corrente, i servizi igienici e la vita ruota ancora attorno ai campi.

La campagna è forse la parte più bella della Bielorussia. Il Paese è tendenzialmente pianeggiante, ma non è una Pianura Padana, piatta e noiosa, è molto ondulato con foreste che si alternano ai campi, tutto tenuto in modo tanto perfetto quanto irreale, tanto che spesso sembra di essere in Svizzera o Austria, non certo nell’ultimo “paese canaglia” (almeno secondo George W.) d’Europa. Nulla è fuori posto. I più smaliziati sapranno che è una delle tattiche di Lukashenko per dare una buona impressione del suo Paese: accanto alle strade principali tutto è perfetto, case colorate di fresco, strade ottimamente asfaltate, così che i pochi stranieri (ma anche i bielorussi stessi) rimangano comunque colpiti positivamente. Poi se ci si addentra un po’ si conosce la povertà per davvero. Resta il fatto che è innegabile la cura che viene adoperata per dare un aspetto più che decoroso a questo Paese. Lukashenko è un uomo di campagna e i suoi più fedeli elettori (al di là di brogli ed altre porcherie) sono proprio i poveri delle campagne.

Il giorno del mio arrivo in Belarus sono stato portato in giro da Liosha e Natalia ad ovest di Minsk. Siamo andati a vedere il castello di Mir, forse un po’ il simbolo della Bielorussia, sicuramente il “monumento” più noto del Paese, protetto dall’Unesco e francamente non di grandissimo valore (il castello è anche carino, ma praticamente tutto ricostruito e ancora in fase di restauro, con in più un autosilos sotterraneo in costruzione…). Anche il tempo non era dalla nostra, con un vento gelido che ci congelava le ossa. Il paese di Mir è molto carino, con una piazza al centro, con un po’ di casette restaurate, una chiesa ortodossa perfettamente messa a lucido ed una vecchia chiesa cattolica che cade in rovina (molto più bella ed interessante di quella ortodossa, ma i cattolici non hanno alcuna voce in capitolo in questo Paese). Tutt’attorno sono piccole e vecchie casette di legno, alcune perfettamente ridipinte, altre assai meno, ma tutto ordinato e pulito come sempre.

Abbiamo poi proseguito verso ovest, fino nella regione di Hrodna, passando per Baranavičy, Słonim ed arrivando a Žyrovičy (preferisco scrivere i nomi “alla polacca” piuttosto che in cirillico, credo sia più semplice), probabilmente il posto più interessante che ho avuto modo di vedere. Qui si trova un bellissimo complesso monastico formato da 3 chiese ortodosse, più una quarta situata di fronte all’ingresso del monastero. Un’oasi di pace e tranquillità, perfettamente restaurata e tenuta come nuova, ovviamente, dove un sacerdote ortodosso molto gentile ci ha fatto da guida (sapeva anche un po’ di inglese), finalmente sotto il sole che ancora non avevo avuto modo di vedere. Un luogo che non si trova nelle guide, ma che meritava sicuramente la lunga deviazione. Sulla via del ritorno faremo altre due brevi deviazioni, la prima per vedere la fonte dell’acqua santa di Žyrovičy, a pochi Km dal monastero e quindi per visitare la chiesa-fortezza di Synkovičy, altro esempio architettonico molto particolare ed interessante.

Purtroppo ho avuto veramente poco tempo per girare il Paese fuori da Minsk, ed è il mio più grande rimpianto, perché quel poco che ho visto mi è piaciuto moltissimo e mi è rimasta veramente voglia di tornare per conoscere meglio la Bielorussia rurale, delle campagne ma anche delle città minori, spesso assai più interessanti della capitale. Sono capitato a Брэст (Brest) quasi per caso, durante la mia “fuga da Minsk” dopo 5 giorni nella capitale (davvero troppi). Sarei dovuto arrivare alle 15, sono arrivato invece alle 17 passate, troppo tardi per andare a vedere la Fortezza, che sta fuori dal centro e chiude alle 18. Così un po’ triste, un po’ deluso per un’altra giornata in qualche modo persa (a parte l’interessante, e caldissimo, tragitto in marshrutka da Minsk a Brest), sono andato direttamente ad un Hotel consigliato sulla Lonely Planet, dove è cambiata la mia giornata, il mio umore ed ho riscoperto il bello del viaggio.

Si perché appena entrato in albergo sono stato accolto da un festoso gruppo di ragazzi e ragazze vestiti in modo improbabile che stavano festeggiando il matrimonio di una coppia di amici. Inutile dire che sono stato subito calorosamente accolto ed invitato a sedermi al banchetto, non prima di aver ballato e quindi pure cantato, in italiano ovviamente, in onore della nuova coppia!
E così mi sono trovato nel bel mezzo di un matrimonio bielorusso in grande stile, il che significa canti, balli, cibo e soprattutto vodka in abbondanza! Ragazzi giovanissimi, tutti già sposati, alcuni con figli e tutti più o meno in grado di parlare un pochino in inglese mi hanno veramente accolto come un vecchio amico, come uno di loro. Uno splendido esempio di quell’ospitalità bielorussa di cui avevo tanto sentito parlare. Mi rimarrà un ricordo indelebile (nonostante la vodka!) di quella serata, non c’è dubbio!

Ho visto un pochino Brest l’indomani, superando la stanchezza ed un po’ d’imbarazzo di stomaco in seguito all’abbuffata di cibo ed alcool della sera prima. Una città pulitissima, ovviamente, al mattino ancora un po’ dormiente (era sabato). Un centro ben tenuto ed ancora parzialmente in cantiere in fase di restauro, mi ha ricordato Simferopol, in Crimea, nella versione pulita e restaurata ovviamente. Case basse e colorate, viali pedonali e non con dei begli alberi ai lati, poco traffico, un centro molto carino, con alle spalle la solita periferia squallida di ogni città sovietica, fatta di cemento e verde scolorito e polveroso. La stazione dei bus è un po’ fatiscente e fa da contrasto con la bellissima cattedrale ortodossa fresca di restauro, dal bianco acciecante. Per strada molta sabbia, come in Crimea, peccato che qui il mare sia decisamente più lontano!

La città più bella della Bielorussia, concordano più o meno tutti, è senza dubbio Hrodna (Grodno in russo). Situata a circa 6Km dal confine polacco e ad una quindicina da quello lituano è stata inevitabilmente un crocevia di culture differenti, con inoltre la più importante comunità ebraica della Bielorussia. Gli ebrei, ovviamente, non ci sono più, qui arrivarono presto i nazisti con la loro follia ed oggi rimane solo una sinagoga in rovina, abbandonata a due passi dai due castelli della città. Ci sono ancora i cattolici, probabilmente la maggioranza da queste parti, tanto che la cattedrale, che si vede ovunque date le dimensioni ed il bianco acciecante, è cattolicissima, così come altre due chiese del centro. E qui i soldi polacchi hanno contribuito alle ristrutturazioni che altrove si limitano alla nuova religione di stato.

A Hrodna c’è quel che manca a Minsk: una strada di dimensioni umane e pedonalizzata. Il nome è di quelli che più nostalgici non si può, vulitsa Savetskaya, e camminando sui ciotoli di pietra, ammirando le belle case restaurate e colorate sembra di essere già in Lituania, a Vilnius, solo in versione ridotta e più pulita. Hrodna è strettamente legata alla Lituania, qui scorre il grande fiume Neman (altro che lo Svisloch di Minsk!), che poco più avanti diventerà Nemunas bagnando Druskininkai, Kaunas, prima di finire la sua corsa nel mar Baltico.

E’ un piacere camminare per Hrodna, sarà la splendida giornata estiva, la buona compagnia di Irina e soprattutto Sveta, cugina moscovita anche lei in visita turistica. Hrodna stupisce ad ogni angolo, ma non ci sono solo belle case e chiese, non manca il verde, con un piccolo parco in centro, vicino alla piazza Lenin, con tanto di ruscello e ponte degli innamorati, e poi un bellissimo parco a picco sul Neman, con una vecchia chiesa sulla roccia. Hrodna è senza dubbio l’ultima reminiscenza romantica bielorussa, i grigi palazzoni sovietici sono quasi del tutto nascosti al di là delle colline, sembra di essere già in Lituania, se non fosse per le scritte in cirillico, la mancanza quasi totale di ristoranti e pub e i soliti tanti ragazzi e ragazze (sempre più belle) costretti a passare il loro sabato sera in strada, con le solite bottiglie di vodka e cognac…

Non ci sono particolari monumenti a Hrodna, se si eccettuano le chiese, cattoliche ed ortodosse, che sicuramente sono degli importantissimi elementi architettonici che riflettono bene i differenti stili delle differenti popolazioni che hanno abitato, ed abitano, questa città da 300.000 abitanti.

E’ bello passeggiare lungo le stradine della città vecchia, rilassarsi al sole in uno dei due parchi o magari lungo il fiume Neman. Due vallate dividono la città, una formata dal grande fiume, un’altra da un suo piccolo affluente. E mentre il Neman separa la città vecchia dai quartieri sovietici, il piccolo torrente separa la città vecchia da una zona che sembra già campagna, con le tradizionali case di legno, in mezzo al verde, all’acqua, mentre alle sue spalle riprende la città col nuovo complesso sportivo (bellissimo e moderno) ed il sovieticissimo Hotel Belarus dove ho pernottato.

Hrodna stupisce, è una città non grande, ma tutta da scoprire, così come la sua vicina parente Vilnius con cui ha moltissimi punti di contatto e di somiglianza. Un viaggio in Bielorussia senza visitare Hrodna è come la ciliegina senza la torta, forse non solo qui, ma soprattutto qui si respira un po’ della vecchia atmosfera di prima della guerra e se mai un giorno la Belarus si aprirà all’occidente sarà sicuramente il primo posto ad essere invaso dai turisti occidentali… quindi godiamocela finché siamo in tempo!
