21 May 2007

Le mie giornate a Minsk

Posted by Carletko under: Belarus (Беларусь); Trips .

E’ ormai passato un mese esatto dall’inizio del mio viaggio in Bielorussia e, come prevedevo, ho scritto ancora molto poco su queste pagine. Tra impegni lavorativi, sacro tempo libero ed hobby vari, alla fine il tempo da dedicare a questo blog scarseggia sempre… e poi bisogna essere nel “good mood”, altrimenti si fa prima a stare zitti. ;)

Minsk

Ho già parlato parecchio di Bielorussia, ma mai dopo esserci stato, quindi è ora di cominciare a riaffrontare l’argomento con gli occhi di chi ha vissuto per qualche giorno in “Lukashenkoland”. E per parlare di questo Paese credo sia giusto iniziare il viaggio dalla capitale, Minsk, dove ho passato tanti (troppi) giorni durante il mio viaggio. Prima di partire si era creato un po’ quasi il mito di Minsk, questa capitale grande e brutta da cui sapevo di non potermi aspettare chissà quali bellezze, ma allo stesso tempo questa sua sorta di cattiva fama me la rendeva ancora più affascinante.

Minsk

Sono arrivato alla stazione ferroviaria Minsk attorno alle 8 di una piovosa mattina di Aprile; giusto il tempo di scendere dal treno e sono assalito da un freddo gelido assai lontano dai 25 gradi che avevo lasciato in Liguria. Ma in pochi secondi potrò riscaldarmi prima su un taxi e quindi in casa, sulla mitica via Lenina, dalla mia amica Natalia, in compagnia dell’immancabile babuska, del fratello e del cugino che fa un po’ da pater-familias in assenza dei genitori che vivono in campagna. Il primo impatto con Minsk arriva al mio secondo giorno, visto che il primo lo passiamo quasi tutto in giro in auto per la campagna e attorno alle zonedi Mir e Slonim.

Minsk

Al mio secondo giorno inizio a fare il turista, da solo e con Natalia, e Minsk mi si presenta in tutto il suo grigiore sotto una leggera pioggerellina, a tratti semplicemente nuvoloso, di sole nemmeno l’ombra, almeno fino a sera. Una città già grigia di suo con questo tempo non è il massimo della vita e può essere un po’ deprimente, specie se il tempo non accenna a migliorare e fa pure parecchio freddo. Ma non sono il tipo che si scoraggia per così poco, sapevo di andare in un angolo di Unione Sovietica ancora intatto (si fa per dire) e questo era quel che mi interessava.

Minsk

Difficile elencare le “attrazioni” di Minsk: grandi viali di minimo quattro corsie, piazze enormi, palazzi ancor più enormi, tanto verde e tanto cemento, il fiume Svisloch che sembra a tratti un lago, a tratti un canale, quasi mai un fiume vero. L’architettura è stalinista, dal neoclassico al funzionalismo di tipico stampo sovietico. E poi ci sono “commie-blocks” ovunque, ovviamente, e di dimensioni veramente da Guinness. Cosa colpisce subito, però, di Minsk, rispetto alle tante altre città sovietiche o del Patto di Varsavia che ho avuto modo di visitare in passato, è l’ordine e la pulizia. Nella capitale bielorussa non c’è una cartaccia per terra, una merda di cane, una cicca di sigaretta, giusto qualche bottiglia vuota di birra o vodka ogni tanto, ma veramente pochissime in confronto a quante ne girano. Le case sono quasi tutte ben tenute, ristrutturate di recente, inclusi i famigerati blocks, orribili e giganteschi ma quasi sempre curati e tenuti bene come da nessun’altra parte.

Minsk- Parco Gorky

Un altro aspetto che non può restare inosservato è la quantità di polizia, milizia e militari che gira per la città. Si dice che il 10% della popolazione bielorussa faccia parte di esercito o polizia e non stento a crederci. Non ho visto una singola strada in cui non ci fossero forze dell’ordine e/o uomini in mimetica. Il traffico non è mai caotico, un po’ per le strade enormi, un po’ per la disciplina imposta ai normali cittadini. Sì perché chi invece fa parte della milizia si può permettere di avere il tipico stile di guida russo, ovvero un mix tra Schumacher ed un verace napoletano, tanto non verrà mai fermato. In tutta onestà vedermi sempre circondato da guardie non mi dà una sensazione molto bella, anche se in talune situazioni ti fa sentire molto al sicuro, come in metropolitana, nei sottopassaggi, etc… come se non bastasse in Belarus è ancora funzionante il KGB, che non ha nemmeno cambiato nome, e chissà che non ci fosse anche qualcuno di loro a seguirmi, in quanto straniero e quindi necessariamente sospetto.

Minsk

Eh si perché a Minsk il tempo non sembra essere passato molto in fretta. Se si esclude un oltraggioso McDonald’s all’angolo di via Lenin, dove si trova pure un negozio della Nike, per il resto la globalizzazione non sembra aver toccato questo Paese, mentre le stelle rosse, le falci e martelli e gli slogan giganti sui palazzi sono ancora tutti presenti e ben lucidati. Un tuffo nel passato, senza dubbio, pur in un Paese comunque moderno, per lo meno nella capitale, dove non manca nulla, a parte un po’ di libertà…

Minsk

Circumnavigare l’intero palazzo di sua maestà Lukashenko con una macchina fotografica in mano e milizia, militari e sicuramente qualche cecchino tutti attorno è stato discretamente elettrizzante, in un’atmosfera surreale con le strade vuote (nessuno sembra osar guidare lì) ed un silenzio assordante. Purtroppo il presidentissimo l’ho visto solo in televisione, dove c’è sempre, e pure in megaschermo nella piazza di Ottobre. In giro i militari e politici di una certa importanza curano il proprio look con baffetti d’ordinanza… viene quasi da sorridere ma è meglio di no! ;)

Minsk

Minsk ha comunque diversi lati interessanti ed anche belli. Il Museo della Grande Guerra Patriotica (la 2a Guerra Mondiale) è senza dubbio un must per ogni visitatore, peccato che le didascalie siano sì in 2 lingue, ma queste sono russo e bielorusso! Rende comunque bene l’idea ed è curioso per una volta vedere fatti più o meno noti da un altro punto di vista, spesso poco veritiero, ma comunque assai interessante. E’ molto bello passeggiare lungo il parco Gorky, il parco dei bambini e lo Svisloch. Quando nei giorni successivi è comparso il sole questa zona, attorno alla piazza della Vittoria, si è trasformata in una bellissima parte di grande capitale europea, con tantissimo verde. E’ bella anche la cattedrale ortodossa che dalla collina domina sopra la vallata sottostante, ed il Troetskoe Predmestye, il piccolo quartiere della veccia Minsk, ricostruito dopo la guerra e tenuto fin troppo perfetto e luccicante da poter anche solo sembrare autentico. Assai più interessante, anche se magari meno pittoresca per le cartoline, qualche strada lì attorno, un pochino più piccola, dove ancora si possono trovare delle case realmente vecchie (comunque di fine ‘800 nella migliore delle ipotesi).

Minsk - Cattedrale ortodossa

Cosa stupisce di Minsk, oltre alla quasi totale assenza di brand famosi, è anche la scarsissima quantità di bar e ristoranti. C’è qualcosa in Lenina, di solito a prezzi piuttosto elevati, e poi praticamente il nulla. Eppure in giro si vedono tantissimi giovani, tutti per strada con le loro bottiglie in mano. Ragazze alte, slanciate, bellissime, ovunque, camminano instancabili avanti e indietro sui loro vertiginosi tacchi a spillo d’ordinanza (ci sono calzolai ad ogni angolo della città, uno dei migliori business in Bielorussia!), quasi tutte con la bottiglia in mano e facilmente un’altra nella borsetta. I ragazzi sono invece quasi sempre corpulenti e con la pancia d’ordinanza, girano con le bottiglie di plastica da 1 litro e mezzo… di birra, non di acqua, ovviamente. L’ultima sera scopro quasi per caso una viuzza carina, dietro ad un mostruoso e gigantesco palazzone sovietico, e lì trovo l’unico ristorante un po’ rustico ed in qualche modo tipico di tutta Minsk. Entro e ci sono solo turisti. Mangerò piuttosto bene spendendo poco meno che in Italia. Di fronte c’è anche una microbirreria, anch’essa non proprio economica e probabilmente più in voga tra i ricchi businessmen russi ed i pochi turisti europei.

Minsk

Minsk dà il meglio di sé in notturna. Tantissimi palazzi del centro sono splendidamente illuminati, l’energia elettrica non sembra mancare da queste parti (altro che Genova!). Anche i palazzoni che di giorno mettono tristezza ed un po’ di timore, la notte sembrano molto più belli. C’è una vita incredibile, in metropolitana sembra di essere in orario di punta, e la popolazione sembra molto giovane, seppur un po’ persa. Non c’è molta voglia di rivoluzione da queste parti, l’Ucraina sembra molto lontana, però a vederle entrambe dal vivo, la Bielorussia sembra molto più avanti dei vicini post-arancioni…

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