4 May 2007

Un altro pomeriggio a Warszawa

Posted by Carletko under: Polska; Trips .

Sono stato due volte nella capitale della Polonia. La prima è stata nel 2004, alla fine di Luglio, proveniendo da Gdańsk ed in attesa di imbarcarmi su un treno notturno per Vilnius. La seconda è capitata sabato 21 Aprile di quest’anno, primo giorno di viaggio in direzione Bielorussia, e anche questa volta il tempo da decicare alla città dell’omonimo Patto, che per anni ha diviso l’Europa in due, è stato risicato, ancor di più a causa di un ritardo di 3 ore nel mio volo da Bologna.

A meno che non sia la sua città natale, se anche solo nomino ad un polacco la città di Varsavia compare automatico un ghigno ridanciano accompagnato da un inevitabile commento poco carino sulla bellezza di questa città. Si tratta forse della capitale meno amata, dal suo stesso popolo, in Europa. Destino triste quello di Varsavia, gloriosa capitale polacca pressoché annientata da russi e tedeschi durante la II Guerra Mondiale. Ripopolata e ricostruita da chi non vi aveva mai abitato, ha finito per diventare una metropoli nella quale in pochi vi si riconoscono, essendo le radici altrove. E mentre i turisti vanno a Kraków, Wrocław e Gdańsk, Warszawa resta la città più grande, la capitale e, secondo me, il punto di partenza della nuova Polonia membro della UE, che cerca il rilancio nell’economia di mercato.

wawa

La Stare Miasto (città vecchia) è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, nonostante sia un evidente falso storico. Pressoché rasa al suolo durante l’ultima guerra, è stata meticolosamente ricostruita negli anni successivi. Il risultato è straordinario (pur con qualche eccezione) e, per quanto piccola sia la porzione di città ricostruita, vale sicuramente il prestigioso riconoscimento, oltre ad una piacevole visita, magari in una calda ed assolata giornata d’estate.
Accanto sorge la Nowe Miasto (città nuova), che è attualmente la parte più vecchia di Varsavia. In questo caso non è stato necessario ricostruire da zero, ma senz’altro è stata fatta una grande opera di restauro per riportare al suo passato anche quest’altra piccola parte di città.

Il resto di Varsavia sono per lo più grandi blocchi di appartamenti e uffici costruiti dal governo socialista negli anni ‘50, ‘60 e ‘70, nel suo inconfondibile, e grigio, stile. In mezzo, accanto all’orribile stazione Centralna sotterranea, sorge quello che bene o male è il simbolo di Varsavia. Nella città meno amata, sorge anche il palazzo meno amato, quel Palazzo della Cultura e della Scienza fatto costruire da sua maestà baffone Stalin come dono ai fratelli comunisti polacchi. Tralasciando i tristi ricordi storichi, ritengo che questo grattacielo d’altri tempi abbia il suo notevole fascino e la vista dalla sua cima resta impareggiabile. Tutt’attorno stanno sorgendo come funghi nuovi grattacieli di vetro, alcuni molto belli, formando uno skyline davvero invidiabile quanto ancora piuttosto insolito nelle nostre città europee.

Varsavia come Berlino è e sarà il centro della nuova Europa con baricentro spostato verso Est. E come la capitale tedesca sta diventando un luogo di creatività per architetti ed artisti, che trovano qui tanto spazio ed investimenti europei. In mezzo ai bei parchi ed alla città vecchia sta così sorgendo una nuova Varsavia che guarda all’America: slanciata verso l’alto, caotica, frenetica, ma pur sempre col suo fascino europeo, adagiata lungo la Vistola.

wawa

E proprio al di là della Vistola, dove di rado si avventurano i turisti, ho concentrato questa mia seconda, breve, visita, accompagnato da una guida speciale, la bravissima e simpaticissima Sylwia (con cui ho scoperto di condividere un sacco di pensieri e passioni), conosciuta su Hospitalityclub: bionda autoctona dall’italiano quasi perfetto, cosa pretendere di più? :) Ero incuriosito di vedere quel poco che rimaneva della vecchia Varsavia e la prima cosa che mi ha proposto Sylwia è stato proprio di andare a Praga. No, non si tratta della meravigliosa capitale boema, ma dell’unico quartiere di Warszawa uscito in parte indenne dalla II Guerra Mondiale.

Praga non ha una bella fama e se già Varsavia di per sé non è particolarmente ben vista, potete immaginare quale possa essere l’opinione media su questo quartiere. Ma Sylwia ci ha vissuto per un po’ e la mia curiosità è tanta. Qui è una città nella città. Sono lontani i nuovi grattacieli così come pure la città vecchia, quasi irrealmente perfetta. Qui tanti palazzi sono ancora rimasti ai tempi della guerra, mezzi bombardati, o banalmente scrostati ed invecchiati dal tempo. La gente qui si conosce, non mancano i clandestini, i poco di buono, i disoccupati, insomma tutta quella parte di popolazione che oggi in Polonia continua a non trovare la marcia giusta per rilanciarsi nell’Europa unita.

Qualcosa è stato fatto anche qui, in particolare una strada (di cui non ricordo il nome, ahimé) è stata piacevolmente ristrutturata, con un bel pavè d’altri tempi e le facciate delle case rimesse in ordine. La maggior parte dei palazzi risale al 19° secolo, niente di incredibilmente vecchio, ma per la Varsavia di oggi è come se si trattasse di preistoria. Purtroppo il tempo a nostra disposizione è poco, ma è stato piacevole passeggiare per queste strade, magari non pulitissime ed un po’ malandate, ma senza dubbio vere e vissute.

Prima di imbarcarmi sul treno per Minsk ho avuto il tempo per mangiare un po’ di sani pierogi, che mai possono mancarmi in Polonia, innaffiati dalla solita Żywiec, ovviamente, in un bel pub/ristorante sotterraneo a due passi dal Barbakan. Quindi una corsa verso la stazione per colmare il ritardo accumulato con la seconda birra: quindi metrò, labirinto sotterraneo di Warszawa Centralna, un grosso abbraccio a Sylwia e via verso l’ignoto confine bielorusso!

Ancora una volta il mio incontro con Varsavia è stato breve, ma resta una città che mi provoca un notevole fascino e dove spero di capitare nuovamente presto, magari, finalmente, con un po’ più di tempo da dedicarle.

One Comment so far...

Alessandro Says:

23 September 2007 at 8:11.

Congratulazioni! Sempre ammiro la gente che su un evento durato mezz’ora puo raccontare delle ore. Visto che non hai il tempo ne possibilita’ di viaggiare in Polonia piu’ a lungo ti regalo la possibilita’ di visitarla’ virtualmente nell mio sito virtualvisit.pl Magari verificcherai la tua opinione di Varsavia.

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