9February2009

Tumbalalayka

Posted by Carletko under: Music.

Ho ricevuto in dono un bellissimo CD della Maxmaber Orkestar, gruppo klezmer-balkan-folk di Trieste. Mi piaceva postare qui sotto il testo, in Yiddish ed inglese, di un classico pezzo ebraico, Tumbalalayka, una canzone d’amore bella e malinconica al punto giusto, a memoria di una splendida cultura ebraico-europea purtroppo largamente perduta.

Tumbalalayka

שטײט אַ בחור און ער טראַכט,
טראַכט און טראַכט אַ גאַנצע נאַכט:
וועמען צו נעמען און ניט פֿאַרשעמען,
וועמען צו נעמען און ניט פֿאַרשעמען?

טום־באַלאַ, טום־באַלאַ, טום־באַלאַלײַקע
טום־באַלאַ, טום־באַלאַ, טום־באַלאַלײַקע
טום־באַלאַלײַקע, שפּיל באַלאַלײַקע,
טום־באַלאַלײַקע, פֿריילעך זאָל זײַן!

מיידל, מיידל, כ’וויל בײַ דיר פֿרעגן:
וואָס קאַן וואַקסן, וואַקסן און רעגן?
וואָס קאַן ברענען און ניט אויפֿהערן?
וואָס קאַן בענקען, וויינען און טרערן?

טום־באַלאַלײַ, טום־באַלאַלײַ…

נאַרישער בחור, וואָס דאַרפֿסטו פֿרעגן?
אַ שטיין קאַן וואַקסן, וואַקסן אָן רעגן,
ליבע קאַן ברענען און ניט אויפֿהערן,
אַ האַרץ קאַן בענקען, וויינען און טרערן!

טום־באַלאַלײַ, טום־באַלאַלײַ…

וואָס איז העכער פֿון אַ הויז?
וואָס איז פֿלינקער פֿון אַ מויז?
וואָס איז טיפֿער פֿון אַ קוואַל?
וואָס איז ביטער, ביטערער וי גאַל?

טום־באַלאַלײַ, טום־באַלאַלײַ…

אַ קוימען איז העכער פֿון אַ הויז,
אַ קאַץ איז פֿלינקער פֿון אַ מויז,
די תּורה איז טיפֿער פֿון אַ קוואַל,
דער טויט איז ביטער, ביטערער וי גאַל!

טום־באַלאַלײַ, טום־באַלאַלײַ…

A young lad stands, and he thinks
Thinks and thinks a whole night
Whom to take and not to shame
Whom to take and not to shame

Tumbala, Tumbala, Tumbalalaika
Tumbala, Tumbala, Tumbalalaika
Tumbalalaika, strum balalaika
Tumbalalaika, may we be happy

Girl, girl, I want to ask of you
What can grow, grow without rain?
What can burn and never end?
What can yearn, cry without tears?

Tumbala, Tumbala, Tumbalalaika…

Foolish lad, why do you have to ask?
A stone can grow, grow without rain
Love can burn and never end
A heart can yearn, cry without tears

Tumbala, Tumbala, Tumbalalaika…

What is higher than a house?
What is swifter than a mouse?
What is deeper than a well?
What is bitter, more bitter than gall?

Tumbala, Tumbala, Tumbalalaika…

A chimney is higher than a house
A cat is swifter than a mouse
The Torah is deeper than a well
Death is bitter, more bitter than gall

Tumbala, Tumbala, Tumbalalaika…

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2February2009

Comedies, gingerbread hearts and feelings of Mitteleuropa

Posted by Carletko under: Slovenija; Trips.

Being born in a big town by the Mediterranean Sea, even in Wintertime I seldom have the chance to enjoy much snow, cold weather, alpine landscape and that mitteleuropean feeling I can find driving north-east for many kilometres from my beloved Ligurian coast towards what was once the Austro-Hungarian Empire. Trieste (Trst, Triest, or call it whatever you want), at the very north-eastern border of Italy, could look similar, at first sight, to my hometown Genova, stretched between the mountains and the sea. But just few kilometres ahead you will leave the country of Italo Svevo and will find yourself in another country, without any border control, no change of currency, similar architecture, same history, same cultural mix.
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27January2009

Ricordiamoci (שואה)

Posted by Carletko under: News.

27 Gennaio, giorno della memoria, non ci sono parole per descrivere l’Olocausto degli ebrei, degli zingari, degli omosessuali, dei testimoni di Geova, dei pentecostali, degli slavi, dei disabili o semplicemente di tutti gli uomini che la barbarie del nazifascismo hanno strappato alle loro famiglie, alla loro terra, alla nostra Terra. Credo che questa immagine di Edith Stein, scattata in una cappella in Slovenia ed i versi di Primo Levi siano più significativi di qualsiasi altra sciocchezza che potrei scrivere io.

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case;
Voi che trovate tornando la sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce la pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no

Considerate se questa è una donna
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno:

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli:
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri cari torcano il viso da voi.

Se questo è un uomo, Primo Levi

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25December2008

Vesel Božič in srečno novo leto!

Posted by Carletko under: News; Slovenija.

Il post di Natale è una di quelle certezze che non possono mancare in alcun blog. Ed è sempre difficile non scadere nelle solite banalità; certo è inevitabile fare i più calorosi auguri per queste feste e, come da tradizione, li faccio in una lingua straniera non delle più note. L’anno scorso era toccato al lèttone, già che la Lettonia si vantava di essere la patria dell’albero di Natale, quest’anno invece è stato senza dubbio, per me, l’anno della Slovenia. Un Paese che fino al 2007 aveva significato poco o nulla per me, se non un breve attraversamento per andare in Croazia, e che invece quest’anno è entrato di prepotenza nella mia vita. Non so quante volte ho varcato il confine tra Italia e Slovenia nel 2008 e chissà quante volte ancora oltrepasserò quelle frontiere oggi abbandonate alla libertà di Schengen.

Quindi gli auguri di quest’anno sono in sloveno: vesel Božič in srečno novo leto, buon Natale e felice anno nuovo, niente di più semplice. La foto che si vede qui sopra, però, non l’ho scattata io e non è nemmeno stata scattata in Slovenia, ma viene da un paese dove in questi giorni ci si sono fatti gli auguri proprio con le parole di questo post, un luogo bello e speciale. E siccome a Genova non c’è nemmeno l’ombra di un fiocco di neve, l’atmosfera non è delle più natalizie, meglio farsi gli auguri guardando questa bella foto, immersi nella natura! Ci si rilegge nel 2009! ;)

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18December2008

La farfalla sull’attaccapanni

Posted by Carletko under: Italia; Slovenija.

Dopo un po’ di silenzio torno finalmente a scrivere due righe su questo blog. E lo faccio col cuore, parlando di un autore scoperto da poco, sia da me, quanto in generale dall’Italia. Cosa curiosa visto che lo scrittore di cui sto per parlare è nato a Trieste, quindi in Italia, almeno ora.

Oggi voglio parlare di Boris Pahor, nato 95 anni fa in quel di Triest, Impero Austro-Ungarico, sloveno di lingua, italiano per scelta della storia. Nella sua patria ufficiosa, la Slovenia, non solo è famosissimo, da tanti anni vista la sua veneranda età, ma è anche insegnato nelle scuole e, giustamente, considerato uno dei maggiori scrittori del novecento. Lo stesso dicasi anche per altri Paesi ben più grandi, come la Francia o la Germania. Praticamente un solo Paese europeo lo ha completamente ignorato per quasi tutta la sua lunga vita: l’Italia.

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